Il fratello nero della presa per il culo. Questo ragazzo di Parma da anni sfotte manifesto quell’ottuso italiano che, duro e puro, afferma: «Non sono razzista ma…»

Bello Figo, ex esponente di spicco della scuderia Andrea Dipré, ha conquistato la fama pubblicando su YouTube materiale che io stesso avrei voluto ideare: un no-sense assoluto e surreale fatto di passaggi sboccati e politicamente scorretti. L’eleganza di tutto ciò è il suo lessico auto canzonatorio, che di proposito ingarbuglia alcune sillabe del parlato per fare il verso all’accento africano.

Un bel giorno, il signor Bello Figo, ispirato da alcune fandonie che riguardano i migranti ( “i terrositi arrivano col barcone” o “prendono 35 euro al giorno”), concepisce e crea la hit “Non pago affitto” che accumula ben diciotto milioni di visualizzazioni. Roba che neppure Vasco Rossi.

A breve, il giornalista Maurizio Belpietro, personaggio con un immenso senso dello spettacolo opportunista, invita nella propria trasmissione Dalla vostra parte sia il signor Bello Figo sia la signora Alessandra Mussolini, il tutto in collegamento con un comitato di famiglie disagiate della provincia di Reggio Calabria. Stupendo! Ci sono tutti gli elementi per prendere per il culo gli spettatori italiani: c’è quella lì che si crede un po’ suo nonno e un po’ Giovanni Gentile, c’è lo scomodo negro del Comitato di Liberazione Nazionale e c’è un substrato di un milione di ascoltatori pronti con le forche perché “daghela al negher”.

Belpietro fa partire la cantica di Bello Figo, con una locuzione in sovrimpressione che riporta “danno le nostre case agli immigrati”:

“Io non faccio opraio.”
“Non mi sporco le mani perché sono già nero.”
“Ho portato tutti i miei amici con la barca.”
“Dormo in albergo a quattro stelle.”
“Vogliamo anche stipendio.”

In breve, Bello Figo canta tutte le affermazioni che sdegnano l’itagliano medio quando si discute d’immigrati. È tutto perfetto e la Mussolini ci casca come il primo rimbambito che compra il libro di Giacobbo sulla fine del mondo: «Uno che fa così è da prendere a calci, ma vai a lavorare!» e intanto, in sottofondo, c’è il fastidioso gruppo di Reggio Calabria che da noia a questo favoloso teatrino, reclamando una casa.

Belpietro ci sguazza mentre l’egregio Bello Figo mantiene un aplomb da Nils Liedholm. L’amico perdura, con quel ghigno a mezza bocca come fosse una piccola Gretel compiaciuta, che con un calcio in culo getta la strega cattiva nel forno. Assicuro che il binomio forno-Mussolini è accidentale.

Quando la Mussolini sbraita “Vai nel tuo paese“,  Bello Figo risponde logicamente:

«È questo il mio paese.»

Difatti è italiano.

Vi suggerisco di guardare tutto il video, il divertimento è certo. È uno dei momenti più solenni della TV italiana. È come ficcare un gruppo di complottisti dentro una stanza, in compagnia dell’esimio fu Umberto Veronesi.

Il tutto va in onda su rete Mediaset. Se fosse stata mamma RAI, sarei stato felice del canone che pago. Piero Angela a parte.