Leggenti hanno scordato la pubblicità della Vigorsol, in cui un’automobile veniva giù dalle alte sfere celesti e spappolava il vincitore della lotteria. Lì si poteva, perché non c’era la mammina di ‘sto par de cose.

Deridere il soporifero schema dell’allegra famigliola è appagante, soprattutto se c’è gente che s’indigna. Ora il signor Buondì Motta l’ha fatta fuori dall’illusorio vaso che giace nella testa vuota di tutte le madri petulanti.

Parte la bimba, con una richiesta che rammenta una professoressa zitella d’italiano, affetta da sindrome di pene privo:

«Voglio una colazione che possa coniugare la mia voglia di leggerezza e golosità!»

Sì, ha detto coniugare. Io non coniugo neppure il passato prossimo. Un linguaggio voluto che oscilla tra il paradossale e l’ostentazione della forma… salta fuori un non-sense da prendere a schiaffi ed è tutto bellissimo.

Poi si abbatte un asteroide (per la precisione è un meteorite) che annienta l’esistenza della mamma. L’inerme è sublimata, convertendo in un attimo il suo corpo in nulla, senza lasciar spazio alla transizione per lo stato liquido. Sarebbero comunque lacrime sterili.

Monta il caso nazionale: un milione di visualizzazioni su Youtube ed ecco i tritaballe che non esitano a polemizzare, perché lo spot non è educativo. Falso! In pochi secondi c’è un importante concentrato di matematica, fisica e paleontologia, educativo per grandi e piccini.

  • Statistica: nonostante le cazzate della madre, la probabilità che un corpo celeste spappoli una persona, esiste.
  • Fisica: la velocità di un meteorite è variabile; dipende dalle sue dimensioni che giocano un ruolo fondamentale per l’attrito atmosferico. Butto lì un 100.000 Km/h. Moltiplichiamo questo numero per la massa del meteorite e otteniamo la quantità di moto, che è un paramentro che funge da insegnamento di vita: mai fermare le palle di cannone con la testa!
  • Paleontologia: 65.000 milioni di anni fa, un meteorite tentò di sterminare tutte le specie viventi. Considerato l’atteggiamento infantile di molti polemici riguardo allo spot, la Motta ricorda che se la natura vuole ribattere, questi han ben poco da fare gli scemi.

Che dire dello spot? Fresco e attuale: oggi non è più possibile solo pubblicizzare. Non si può solo dire che il prodotto è bravo, bello e con gli occhi azzurri. Ci vuole una storia prepotente, le cui immagini si devono ficcare nella testa dello spettatore come la lancia si ficcò nel costato di quello là. E la Motta ci riesce, alla faccia dell’allegra famigliola del Mulino Bianco e di tutte le mammine indignate. Non dimentichiamo che Wile Coyote e compagnia bella s’infilano dal mattino alla sera vari candelotti di dinamite su per lo sgnaus.

Approvo il meteorite che viene giù come un fulmine inquisitore. Il sasso distrugge le demagogiche attese dei benpensanti. “Polvere ritorneremo”, eppure le ceneri della madre atomizzata non bastano a soffocare le bocche delle associazioni dei consumatori che si lamentano.

Quando sarà bersagliata pure la bambina? Quando il buon auspicio zittirà anche la saccente in erba?

Cala il sipario e gli zuccherini che guarniscono il Buondì solcano lo schermo, come tanti fuochi fatui prodotti dalla decomposizione dei resti organici della genitrice: dove si è cacciata la mamma?

La mamma è motta!