Singolare e plurare: che due Maroni

Singolare e plurare: che due Maroni


Non si parla di neri. Il presidente della Regione Lombardia questa volta non centra. Oggi vi parlo del marrone. Non quello che mi si fracassa leggendo il Signore degli Anelli; quello lì ha una ‘r’ sola. Intendo il marrone quello color marrone. Quello che nell’arcobaleno non ci sta. Il colore di Mr. Hankey in South Park. Il marrone che fa schifo e difatti è la tinta delle feci. (altro…)

Scrivere poesia: le rime

Scrivere poesia: le rime


Lo stato de facto degli autori di poesie sul web fa pena. Siamo sommersi da poesie amatoriali, la cui maggior parte fa schifo. Centinaia d’anni di estetica sono stati gettati nel cesso.

Chiariamo: voi, poeti in erba, non soffrite. O meglio, soffrite tanto quanto gli altri sette miliardi di persone di questo mondo. Siete poeti tanto quanto il truzzo ubriaco fuori dal Cocoricò che si piscia sulle scarpe bestemmiando. Lui però è più poetico, perché “madonna” fa rima con “angeli in colonna”. (altro…)

Pronomi: esso-essa e altri orrori


Ricordate quando a scuola ci facevano una testa così sull’uso di egli-ella, al posto degli informali lui e lei? Il Petrarca è sempre il Petrarca… eppure quattrocento anni dopo, quel gran romanticone di Manzoni ne ebbe le palle piene e sostituì gli illeggibili egli-ella con i colloquiali termini quotidiani. In sostanza, non vedo nessun motivo di adoperare strutture linguistiche diverse da quelle del parlato odierno. Utilizzare i primi due ampollosi pronomi, non ci fa apparire più fighi, bensì più cazzoni. (altro…)

Scrittura: punto di vista narrativo

Scrittura: punto di vista narrativo


Un concetto essenziale che viene spesso sottovalutato anche da noti scrittori, è quello della gestione del punto di vista, cioè quella particolare posizione narrativa dall’autore, adottata per descrivere le vicende di una storia. La scelta del punto di vista dovrebbe essere il primo passo da compiere, ancor prima di porre la penna sul foglio. (altro…)

Scrivere frasi brevi, quasi stitiche

Scrivere frasi brevi, quasi stitiche


Peggio del fantasy, ci sono le frasi mignon. Chi è poco avvezzo alla narrazione, concentra tutto il dolore della propria anima (perché lo scrittore soffre sempre) in una micro frase.

Robe del tipo:

Non ci fu più. Come la neve. Addio. Estasi. Il tutto. Gelo e anima. Assorata.

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Come fare successo con un libro: non scrivetelo!


Avete finito di redigere il vostro libro. Che si fa? Se vi chiamate Ugo Rossi, lasciate stare. Se vi chiamate Cassano o Flavia Vento, i consigli che seguono possono essere utili per avere successo. Anche Umberto Eco sosteneva:

«Non inviate manoscritti alle case editrici se non siete già qualcuno.» (altro…)

Scrivere con il cuore

Scrivere con il cuore


A volte si dichiara che ciò che conta in una creazione artistica è solo il sentimento. L’affermazione è spesso detta da chi è poco pratico nello svolgere un’attività tecnica, che si diversifica nel dipingere, nel suonare uno strumento o nello scrivere. (altro…)

Il fantasy fa cagare

Il fantasy fa cagare


Ho già accennato alla specie peggiore di autori esordienti: quella dello scrittore fantasy.

Insisto… se desidero cagare, scriverò: cago. Troppo semplice! Il romanziere fantasy ride di questa locuzione, poiché è convinto di avere una raffinata capacità narrativa. Un concetto immediato come la defecazione sarebbe illustrato come segue: (altro…)

Tipi di autore

Tipi di autore


Spesso mi vengono sottoposti vari obbrobri per un parere. Noto un’omogeneità di autori:

L’incompreso: in sostanza… chiunque. Sbaglia la grammatica, sbaglia l’editing, s’incazza se fai notare che “ad ogni passo” è un errore. Siccome è l’incompreso, ritiene che lo stile non conti, bensì valga solo il contenuto forgiato con il cuore (contenuto che nessuno comprende, in quanto lui è l’incompreso). ‘Sto benedetto contenuto, però, fa pena. (altro…)

Pubblicare: libro cartaceo o ebook?

Pubblicare: libro cartaceo o ebook?


Il tuo libro è finito e finalmente pronto per essere stampato ma tutto ciò che leggi su internet ti scoraggia dall’impresa. Il formato cartaceo è costoso e nessun editore vuole considerarti. Cosa diavolo fare? (altro…)