Durante la serata finale dell’annuale concorso di bellezza, la futura Miss Italia 2015, alla domanda del conduttore “in che epoca ti sarebbe piaciuto vivere”, ha risposto:

«Nel 1942, per vedere realmente la Seconda Guerra mondiale; tanto sono donna e il militare non l’avrei fatto.»

La povera ragazza, a causa della sua leggerezza, è stata presa di mira sui vari social, con divertenti fotomontaggi virali (virali è una parola da prendere a schiaffi).

Mi chiedo quindi cos’avrebbe dovuto dichiarare; forse: “Vorrei vivere nel 1942… per farmi sparare in testa“?

La sua risposta rispecchia in pieno il modo di esprimersi di parecchi diciottenni. Sì, io generalizzo ma poiché la generalizzazione è una buona approssimazione della realtà, generalizzo a spada tratta. La sua dichiarazione è in linea con la psicotica demenza della società attuale. Sia chiaro, sono un sostenitore dell’ignoranza cronica.

Il punto è che se un concorso è per la passera, si giudichi solo la passera! Quando andate allo stadio, vi aspettate che Messi parli di epistemologia? A Miss Italia vince la patata, non la levatura culturale. Se fai una dissertazione sul costruttivismo russo, ma sei un cesso con le gambe, il concorso di bellezza non lo vinci. Dura veritas, sed veritas. Non mi risultano ragazze che abbiano guadagnato il primo posto perché sapevano chi fosse il noto cancelliere del Reich.

Miss Italia parla di guerra invece che di pace, con tutte le tette davanti e smaniosa di ficcarsi in medias res. Solo per aver alimentato il fuoco demagocico di ‘sta cippa, per me è trionfatrice. Le auguro un fulgido successo con il minimo impegno, alla faccia di tutti.

Se anche voi però rompete le palle con la mercificazione del corpo femminile, insultatemi.