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Anagramma di morte


© 2016, Skorpio

Penitenziario di Saint Martinville, Louisiana, 1947

Willie Francis[1] aveva freddato il farmacista. Mesi dopo, in seguito a un concitato interrogatorio, confessò e fu condannato a morte.

I 2.000 volt scaricati dalla sedia elettrica del Louisiana State Penitentiary non furono però sufficienti a bloccare il cuore del criminale: questi continuava a strillare mentre le carni gli fumavano sotto il cappuccio capitale. L’esecuzione fu sospesa.

L’evento provocò un circo mediatico e si volò in appello. Per denunciare la ferocia del castigo, la difesa di Willie si afferrò a diversi emendamenti. La Corte non si scompose e confermò la pena; il ragazzo fu spedito di nuovo al patibolo.

Era passata da poco la mezzanotte del 9 maggio e Willie Francis fu percorso dalla scarica decisiva che gli levò la vita.

* * *

La guardia carceraria stava smantellando l’impianto di morte.

«Devo vomitare» gracchiò Willie, spalancando gli occhi.

L’agente, assorto nel suo compito, non gli prestò attenzione. Il giovane carbonizzato rigettò: scariche elettriche e spire celesti gli sgorgarono dalla bocca. Le serpi vomitate si dissolsero a terra, rimestandosi nella bruma che aveva preso a saturare la stanza: una grande pozza che brulicava. Era acqua attorno al caos… un caos sfamato da palpabili corrispondenze matematiche. Le equazioni collegavano il tutto a Willie, alla guardia carceraria, alla sedia elettrica e al nulla che stava per sbocciare. L’ammasso di formule aritmetiche vorticò verso il punto zero dell’inesistenza e verso l’abisso che si allentava.

Willie vide il prete che lo aveva confessato: retto e con i piedi intinti nel tumulto di numeri; era incastonato fra gli orditi del tempo, pietrificato nei suoi ornamenti e con il rosario che gli pendeva dalle dita. Le corrispondenze matematiche penetravano il sacerdote, perforandogli le viscere e riaffiorando luride dalla parte opposta del corpo.

Le formule traboccavano scorrette e ruzzolavano via, sfamando l’abisso del nulla, ogni istante sempre più slacciato. Un tangibile nulla, violato dallo scorrere del tempo. Il ragazzo prese coscienza di essere giunto alla fine di quel tempo.

Sul ciglio dell’abisso si accalcavano i prigionieri deceduti del penitenziario. Notò Abraham il monco e anche One-shot Brian, giustiziato il mese scorso; gli ex compari di cella allungavano le mani, implorando il sacerdote. Quei galeotti, bestiali devastatori di vite altrui, sbraitavano con lo sguardo colmo d’angoscia.

«Salvaci» muggivano come vacche al mattatoio, protesi verso il reverendo.

La spaccatura cresceva, lasciando intravedere il niente, oltre il muro della stanza.

«Salvaci» insistevano i miserabili mentre si ammassavano sulla spaccatura.

Infine, la fenditura si schiuse e la cella franò, inabissandosi nel tempo. Willie gridò in preda al panico e, di nuovo, il suo intestino rigettò spire celesti. Il secondino e il sacerdote erano scomparsi.

Nel mare dell’inesistenza c’era fuoco che si frangeva contro l’orizzonte in fiamme. Il giovane naufragò nella vastità di quell’oceano, mentre i corpi carbonizzati dei suoi compari lo avvinghiavano.

La dannazione si era palesata e l’oscurità lo attendeva. Il condannato vorticò, risucchiato fra i cadaveri che annaspavano nel fuoco. Il calore colse il ragazzo, ustionandolo e liquefando del tutto gli ultimi frammenti della sua volontà. Willie morì di nuovo, fagocitato dalle fiamme demoniache.

 

[1] È stato il primo criminale statunitense condannato a morte, a mezzo della sedia elettrica.

* * *