Spesso mi vengono sottoposti vari obbrobri per un parere. Noto un’omogeneità di autori:

L’incompreso: in sostanza… chiunque. Sbaglia la grammatica, sbaglia l’editing, s’incazza se fai notare che “ad ogni passo” è un errore. Siccome è l’incompreso, ritiene che lo stile non conti, bensì valga solo il contenuto forgiato con il cuore (contenuto che nessuno comprende, in quanto lui è l’incompreso). ‘Sto benedetto contenuto, però, fa pena.

Lo sborone: Ti sbatte in faccia la sua pseudo retorica da quattro soldi. Il contenuto fa sempre pena, idem come prima. Potrebbe essere vagamente leggibile ma non si applica. Perde tempo a fare lo sborone. Nel momento in cui non lo caga neppure il gatto di casa, si trasforma in un altro incompreso, molto più pirla. Io appartengo a questa categoria.

Lo scrittore fantasy: la tipologia peggiore. Usa dodicimila parole, sbagliate, per esprimere un concetto insensato. Crede di abbellire il testo infarcendolo con asserzioni banali e ridondanti, del tipo: la notte era buia, l’inverno era freddo, l’acqua era bagnata. Il tutto termina con elfi e fate che vanno dall’estetista.

Voi scrittori esordienti, sboroni e incompresi, vi sentite fantasy?