Su un blog così rozzo, non è il caso di perdersi in dettagli: ora spiego come se parlassi a Flavia Vento (dicasi: parlare al Vento).

Chi ti dice che gli alieni non abbiano la tecnologia per raggiungere la velocità della luce?

La risposta immediata è: «Lo dice madre natura.»

Segue la risposta col pippone…

Sorvoliamo sulla possibile esistenza di vita nel cosmo. Il nocciolo della questione è “raggiungere la velocità della luce”.

Non è una questione di tecnologia! Quanto sia avanzata la conoscenza tecnologica è irrilevante.

Raggiungere la velocità della luce è semplice: premete l’interruttore della sala e si accende la lampadina. Finito.

L’essere umano è così stronzo da non essere in grado di andare oltre? Non basterebbe pochissimo? Per quale motivo non può essere superata, se con un solo click la velocità è già raggiunta?

Torniamo alle risposte brevi: «Perché sì.»

L’universo funziona così. È così che è fatta la natura. Il cosmo poteva funzionare altrimenti ma lo spazio è un talebano. L’acqua è bagnata; poteva essere asciutta, invece è bagnata. L’acqua bolle a 100 °C (a livello del mare). Non è un fatto di tecnologia, è un fatto di limite della natura. Anche se arrivano gli alieni con il superbollitore, l’acqua bollirà sempre a 100 °C e gli alieni non ci possono fare nulla.

La velocità della luce funziona allo stesso modo. La velocità della luce è un “blocco” che l’universo impone ai corpi in moto. Possiamo schiacciare sul pedale del gas quanto vogliamo, ma una volta che la nostra auto ha quasi raggiunto la velocità della luce, si pianta. Potete piangere in aramaico. Potete tirar fuori tutti i complotti segreti della Nasa, delle case farmaceutiche e della terra piatta. Possono arrivare tutti gli alieni dell’universo, con i loro supermotori warp-drive a propulsione anale. Quando questi si avvicinano alla velocità della luce, l’astronave s’inchioda e non la sblocca più nessuno.

È ciò che capita davvero negli acceleratori. Alle particelle si fa un clistere d’energia, tramite variazione del campo elettromagnetico e di tensione elettrica, e poi si sparano gli elettroni nel tunnel. Si continua a pomparli ma quando questi raggiungono la fatidica velocità, non ne vogliono più sapere.

Devo fare un insulso e generico accenno alla relatività

Tutto è relativo.

Questa frase, più banale di una frase di papa Francesco, in fisica è subito provabile: correte a 10 Km/h e io vi osservo. A quanto correte? Ovvio… a 10 Km/h. Ora vi sedete su un treno. Io mi riposo su una panchina e osservo il vostro treno che passa. A che velocità viaggiate? A 0 Km/h perché siete seduti sul treno, oppure viaggiate a 100 Km/h, perché il treno va a 100 Km/h?

Sono corrette entrambe le risposte.

Ora anch’io salgo su un treno. Il mio treno affianca il vostro. Io credo che voi siate fermi: guardo attraverso il mio finestrino e vi vedo seduti.

Però il pensionato vicino al cantiere della stazione osserva i due treni in transito e dice: «Vanno entrambi a 100 Km/h.»

L’alieno che vola con l’astronave dirà invece che il pensionato viaggia a circa 100.000 Km/h, poiché è poggiato sulla terra e il nostro pianeta ruota attorno al sole a tale velocità.

In conclusione: a quanto andiamo tutti? Risposta: dipende da chi osserva il fenomeno.

Fin qui è tutto intuitivo… ora arriva la bomba: dire “dipende” non vale per la luce!

Prima ho parlato di “blocco” universale. Ho accennato a come tale blocco si manifesti negli acceleratori di particelle.

Che cosa accadrebbe se avessimo razzi in grado di avvicinarsi alla velocità della luce? Voi salite su uno di questi razzi, ci date dentro e vi avvicinate alla velocità fatidica. A questo punto arriva un raggio di luce che affianca il vostro missile. Supponiamo che stiate viaggiando circa alla stessa velocità (o almeno è ciò che voi credete). Vi aspettate di guardare fuori dal finestrino e di vedere il raggio di luce al vostro fianco… invece vedrete il raggio sorpassarvi e schizzare via! Com’è possibile, se voi e il raggio viaggiavate fianco a fianco?

Ripeto: il “tutto è relativo” non vale per la luce, in quanto la velocità della luce è un limite cosmico. L’universo è un grande stronzo e si avvale di subdoli strattagemmi per difendere questo limite. Non si può in alcun modo raggiungere la velocità della luce, neanche se… si viaggia alla sua stessa velocità!

La velocità della luce è assoluta. Il che significa che non cambia mai, nel vuoto è sempre di 299.792 Km/sec. Sempre vuol dire sempre! Infatti il raggio di luce di prima schizza via. Se così non fosse, significherebbe che la sua velocità è relativa e si ricadrebbe nella casistica dei due treni. Ma la luce ha una velocità assoluta e quindi schizzerà sempre via, fregandosene di noi e del fatto che viaggiamo veloci come la luce stessa.

Come fa l’universo a compiere questa magia? Se rispondo ora, parte un altro pippone colossale. In poche parole e poco esaustive: accorciando e allungando il nostro spazio e il nostro tempo, come fossero una molla. Più andiamo veloci, più la molla si deforma.

L’intento di tutta questa menata è di sottolineare che per un corpo non è possibile raggiungere la velocità della luce.

L’ultima circostanza non da poco è come sia possibile far raggiungere tale velocità a una massa di dimensioni consistenti, dal momento che l’energia richiesta è inimmaginabile. Anche in questo caso non si tratta di “tecnologia avanzata” ma di quanta energia è necessaria. L’universo se ne strasbatte dell’avanzata industria interstellare degli omini verdi… E=mc2 è una legge davvero spietata.

La prossima volta che sentirete dire: «Magari gli alieni hanno una tecnologia che…», mandate tutti a fare in culo.

P.S.
L’immagine di Flavia Vento in testa all’articolo è un fake.